La data della
Pasqua
di Giuseppe Giudice
La morte di Cristo avvenne sicuramente di venerdì, nella settimana della Pasqua ebraica (Pesah o Passaggio, inglese Passover). La data di quella Pasqua non è sicura; al mattino del venerdì, secondo Giovanni, i Giudei non vollero entrare nel pretorio di Pilato per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Quindi essa non era ancora stata festeggiata. Inoltre lo stesso Giovanni parla del giorno successivo come di un giorno solenne, senza però dire che fosse Pasqua. L'ultima cena, avvenuta di giovedì, fu da molti identificata con una cena pasquale, infatti i sinottici parlano di una sala preparata per poter mangiare la Pasqua. In ogni caso la tradizione più forte è quella che identifica quella Pasqua con il sabato immediatamente successivo alla morte di Cristo. E' inutile sottolineare che di essa non sappiamo l'anno
e per conseguenza neppure il mese. Le date più gettonate sono il sabato 8-4-30, il sabato 5-4-33 e il sabato 29-3-28.
La Pasqua cristiana, che è l'anniversario della resurrezione, venne ben presto celebrata in domenica, il 'primo giorno della settimana', con la conseguenza di distaccarsi dalla celebrazione della Pasqua ebraica.
Alcune chiese, poi dette quartodecimane, continuarono ad attenersi all'usanza ebraica di celebrare la Pasqua nel plenilunio di primavera,
ossia quello che segue immediatamente il giorno dell'equinozio.
La celebrazione della Pasqua cristiana nella domenica successiva al
plenilunio di primavera venne ad affermarsi soprattutto ad opera della
chiesa di Alessandria, la cui annuale
`lettera festale' dettava a tutte le chiese d'Oriente la data delle feste mobili. La ragione per cui si scelse la domenica successiva e non quella
più vicina
dovrebbe ricercarsi sia nel fatto che Cristo risuscitò dopo la pasqua ebraica, anche se forse non sono mancate ragioni polemiche contro l'ebraismo.
Nel concilio di Nicea, anno 325, si stabilì la regola della domenica successiva all'equinozio di
primavera e vennero
dichiarate eretiche le chiese quartodecimane.
Per quanto riguarda il calcolo effettivo degli avvenimenti astronomici,
il concilio stabilì il 21 marzo come data (fissa) dell'equinozio, ma non so se e come dettasse delle regole per la determinazione del plenilunio.
Un paio di secoli dopo il cronologo Dionigi il Piccolo calcolò i
pleniluni con riferimento al ciclo di Metone, già conosciuto in epoca greca.
Egli stabilì che, ripetendosi le lunazioni in un ciclo diciannovennale,
ossia il citato ciclo di Metone, e le date della settimana, tenendo conto dei bisestili,
in un ciclo ventottennale, le Pasque si ripetevano in un ciclo di 532 anni (ciclo pasquale).
stabilì inoltre che l'anno da lui per primo, e da noi, indicato col 532 iniziava un ciclo pasquale, per cui il precedente doveva essere iniziato l'anno 1 a.C. Noto di passata che Dionigi ha dato una grande importanza a quell'anno,
cioè il 753 di Roma, non tanto per questo quanto per aver stabilito in esso la data della nascita di
Gesù.
La ragione per cui il ciclo di Metone dovesse iniziare proprio in quell'anno
non mi è chiara; una leggenda metropolitana dice che fu stabilito
così perché in quell'anno la luna nuova era il primo gennaio. Questa affermazione, ripresa della Catholic Encyclopaedia e dalla Encyclopaedia
Britannica (entrambe per fortuna disponibili on-line), è falsa, visto che quell'anno la luna nuova astronomica fu intorno al 21 gennaio e per conseguenza la luna nuova ecclesiastica intorno al 23.
In ogni caso le lune nuove di Dionigi erano lune nuove ecclesiastiche, ossia
corrispondevano col primo apparire della falce crescente, ossia circa due
giorni dopo la luna nuova astronomica che e' la congiunzione tra luna e sole.
Il plenilunio venne stabilito il quattordicesimo giorno della lunazione,
ossia tredici giorni dopo la luna nuova ecclesiastica, quindi circa quindici
giorni dopo la luna nuova astronomica; quindi il plenilunio ecclesiastico è abbastanza vicino al plenilunio astronomico.
Per quanto riguarda gli effettivi giorni delle lunazioni, basta una tabella,
non difficile da costruire neppure da parte di Dionigi (ma non so se
l'abbia effettivamente calcolata). Per quanto riguarda la luna piena di
primavera, che più ci interessa, essa venne calcolata dandone la data
per ogni anno del ciclo di Metone. Per facilitare i calcoli viene data
il giorno di marzo, che e' maggiore di 31 se il plenilunio di fatto cade in aprile. Tale numero viene chiamato `termine pasquale'.
Per l'effettivo calcolo del termine pasquale, esso viene posto uguale a 36
nel primo anno del ciclo di Metone, ossia, come si suol dire, se il numero d'oro e' 1. Per gli anni successivi si tiene conto di una durata media della lunazione pari a circa 29.53 giorni e dell'anno di 365.25 giorni (in questi calcoli lunari tradizionalmente non si tiene conto dei bisesti). L'anno lunare risulta
più corto dell'anno solare di 10.88 giorni, quindi passando da un anno al successivo il termine pasquale si decrementa di 11 (arrotondamento all'intero di 10.88), e se risulta minore di 21 viene incrementato di 30 (arrotondamento all'intero di 29.53).
Si hanno perciò in corrispondenza dei numeri d'oro
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19i seguenti termini Pasquali
36 25 44 33 22 41 30 49 38 27 46 35 24 43 32 21 40 29 48
Giorno Marzo Aprile 1 * XXIX 2 XXIX XXVIII 3 XXVIII XXVII 4 XXVII XXVI 25 5 XXVI XXV XXIV 6 XXV 25 XXIII 7 XXIV XXII 8 XXIII XXI 9 XXII XX 10 XXI XIX 11 XX XVIII 12 XIX XVII 13 XVIII XVI 14 XVII XV 15 XVI XIV 16 XV XIII 17 XIV XII 18 XIII XI 19 XII X 20 XI IX 21 X VIII 22 IX VII 23 VIII VI 24 VII V 25 VI IV 26 V III 27 IV II 28 III I 29 II * 30 I XXIX 31 * ----Ad alcuni giorni corrispondono due epatte; per esempio al 5 aprile corrispondono le epatte XXV e XXIV. Dell'epatta 25, detta seconda epatta 25 e scritta di solito in nero e in caratteri arabi, dirò in seguito. In base all'epatta si ottiene la luna nuova e poi la luna piena di primavera, usando alla seguente tabella:
Epatta luna nuova luna piena termine pasquale * 31 mar 13 apr 44 XXIX 1 apr 14 45 XXVIII 2 15 46 XXVII 3 16 47 XXVI 4 17 48 25 4 17 48 XXV 5 18 49 XXIV 5 apr 18 apr 49 XXIII 8 mar e 6 apr 21 mar e 19 apr 21 XXII 9 mar 22 mar 22 XXI 10 23 23 XX 11 24 24 XIX 12 25 25 XVIII 13 26 26 XVII 14 27 27 XVI 15 28 28 XV 16 29 29 XIV 17 30 30 XIII 18 31 mar 31 XII 19 1 apr 32 XI 20 2 33 X 21 3 34 IX 22 4 35 VIII 23 5 36 VII 24 6 37 VI 25 7 38 V 26 8 39 IV 27 9 40 III 28 10 41 II 29 11 42 I 30 mar 12 apr 43L'epatta XXIV viene attribuita al 5aprile, anzicché al 6 per evitare che il plenilunio di primavera cada il 19 aprile, e quindi la Pasqua possa cadere il 26 aprile. più complicata e' la ragione per cui viene introdotta l'epatta 25, di cui dopo dirò.
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19i seguenti termini pasquali
43 32 21 40 29 48 37 26 45 34 23 42 31 49* 39 28 47 36 25Il termine pasquale relativo al numero d'oro 14 sarebbe 50, ma viene diminuito a 49 per evitare la Pasqua il 26 aprile. Traducendo i termini pasquali in termini di epatte si ha la seguente tabella, valida dal 1583 al 1699 compresi
N. d'oro 1583-
1699
1 I
2 XII
3 XXIII
4 IV
5 XV
6 XXVI
7 VII
8 XVIII
9 XXIX
10 X
11 XXI
12 II
13 XIII
14 XXIV
15 V
16 XVI
17 XXVII
18 VIII
19 XIX
Si noti come il numero d'oro 14 corrisponde all'epatta XXIV che nel mese
di aprile capita nello stesso giorno dell'epatta XXV, giustificando così
la diminuzione del termine pasquale.
N. d'oro calendario
giuliano
1 VIII
2 XIX
3 *
4 XI
5 XXII
6 III
7 XIV
8 XXV
9 VI
10 XVII
11 XXVIII
12 IX
13 XX
14 I
15 XII
16 XXIII
17 IV
18 XV
19 XXVI
Nell'anno 1700 si ha l'equazione solare di un giorno, per cui il termine
pasquale aumenta di 1 e l'epatta diminuisce di 1. Nel 1800 si ha l'equazione solare di un giorno e l'equazione lunare di un giorno che essendo di segni opposti si compensano; la successiva tabella delle epatte vale quindi dal 1700 al 1899.
N. d'oro 1700-
1899
1 *
2 XI
3 XXII
4 III
5 XIV
6 XXV
7 VI
8 XVII
9 XXVIII
10 IX
11 XX
12 I
13 XII
14 XXIII
15 IV
16 XV
17 XXVI
18 VII
19 XVIII
Nel 1900 c'è una nuova equazione solare, quindi tutto va come nel 1700; nel 2000 non ci sono equazioni, nel 2100 ci sono entrambe che perciò si compensano, quindi nel successivo periodo 1900-2199
c'è un'ulteriore diminuzione di 1 delle epatte:
N. d'oro 1900-
2199
1 XXIX
2 X
3 XXI
4 II
5 XIII
6 XXIV
7 V
8 XVI
9 XXVII
10 X
11 XIX
12 *
13 XI
14 XXII
15 III
16 XIV
17 25
18 VI
19 XVII
C'è qui da notare un'altra particolarità, ossia l'introduzione dell'epatta 25 (seconda epatta 25 o 25 nera). Se infatti si fosse usata la consueta XXV, si sarebbero avuti due anni del ciclo metonico, il sesto e il diciassettesimo, in cui il plenilunio pasquale cadeva lo stesso giorno, ossia il 18 aprile. Poiché per antica tradizione ciò non può
avvenire, si usa l'epatta 25 che nei mesi pieni (gennaio, marzo ecc.)
N. d'oro 2200- 2300- 2400- 2500- 2600- 2900- 3100-
2299 2399 2499 2599 2899 3099 3399
1 XXVIII XXVII XXVIII XXVII XXVI XXV XXIV
2 IX VIII IX VIII VII VI V
3 XX XIX XX XIX XVIII XVII XVI
4 I * I * XXIX XXVIII XXVII
5 XII XI XII XI X IX VIII
6 XXIII XXII XXIII XXII XXI XX XIX
7 IV III IV III II I *
8 XV XIV XV XIV XIII XII XI
9 XXVI XXV XXVI XXV XXIV XXIII XXII
10 IX VIII IX VIII VII VI IV
11 XVIII XVII XVIII XVII XVI XV XIV
12 XXIX XXVIII XXIX XXVIII XXVII XXVI 25
13 X IX X IX VIII VII VI
14 XXI XX XXI XX XXI XX XIX
15 II I II I * XXIX XXVIII
16 XIII XII XIII XII XI X IX
17 XXIV XXIII XXIV XXIII XXII XXI XX
18 V IV V IV III II I
19 XVI XV XVI XV XIV XIII XII
Noto solo la ricomparsa dell'epatta 25 per il periodo 3100-3399.
Vi è un'altra particolarità finale. Come si è detto l'ultima lunazione
del ciclo di Metone deve essere di 29 giorni; per ottenere questo si
introduce una seconda epatta 19 (o 19 nera), valida solo per il 31 dicembre degli anni in cui il numero d'oro
è 19. Questo fatto però non ha importanza perché non ci sarà un'epatta XIX in corrispondenza del numero d'oro 19
per parecchi millenni. Inoltre quando ciò avverrà non vi sarà nello stesso ciclo l'epatta XX e quindi non vi saranno due anni diversi del ciclo in cui la luna nuova
sarà il 31 dicembre.
Le tabelle precedenti possono essere continuate nel futuro quanto si vuole
(Cristoforo Clavio le continuò, sia pure in forma implicita, fino all'anno 300000!), tuttavia il calendario gregoriano
avrà bisogno di una correzione
al massimo entro l'anno 5200, o, secondo Delambre, nell'anno 4000; quindi è
inutile proseguire oltre (ammesso che l'umanità non si autodistrugga
ben prima!).
Un algoritmo traparente per trovare numero d'oro ed epatta è dato nella Piccola Treccani (alla
voce 'Pasqua').
Il numero d'oro si calcola aumentando di 1 il numero dell'anno, dividendo per
19 e prendendo il resto della divisone (se il resto è zero il numero d'oro è 19, ma
ciò è irrilevante rispetto al seguito dell'algoritmo).
L'epatta si calcola prendendo il resto della divisione per 30 della
seguente espressione:
11 (N-1) + 8
per il calendario giuliano (questa formula sulla Piccola Treccani è
incredibilmente sbagliata; qui ho dato la forma corretta) e
11 (N-1) + 8 + s/3 - 3s/4
per il calendario gregoriano.
Nelle formule precedenti N è il numero d'oro ed s le prime due cifre dell'anno; nelle divisioni che interessano s bisogna prendere la sola
parte intera.
Per esempio, per il 2000, N=6, il dividendo per 30 è 55 + 8 + 6 - 15 = 54
e quindi l'epatta è 24.
Una volta conosciuto il plenilunio di primavera, trovare la domenica successiva
è un gioco. Seguiremo ancora una volta Luigi Giglio e il suo
metodo delle lettere domenicali. Se il primo gennaio di un certo anno è
domenica, ad esso si attribuisce la lettera domenicale A, se è domenica
il 2 gennaio la lettera domenicale è B e così via.
Se l'anno è bisestile le lettere domenicali sono due, una fino al 28
febbraio e l'altra dal primo marzo. Per il 29 febbraio si tira ad indovinare!
Per esempio, per il 2000 le lettere domenicali sono BA. Ai fini del calcolo della Pasqua vale
solo l'ultima lettera (o l'unica).
Se la lettera domenicale e' A le Pasque possibili sono il 26 marzo e il 2,9,16 e 23 aprile, e così via.
Quindi, in funzione della lettera domenicale e del ciclo di epatta si ha la seguente tabella:
L.D. Ciclo d'epatta Pasqua
-----------------------------------------------------------------------------
D XXIII 22 marzo
XXII XXI XX XIX XVIII XVII XVI 29 marzo
XV XIV XIII XII XI X IX 5 aprile
VIII VII VI V IV III II 12 aprile
I * XXIX XXVIII XXVII XXVI 25 XXV XXIV 19 aprile
-----------------------------------------------------------------------------
E XXIII XXII 23 marzo
XXI XX XIX XVIII XVII XVI XV 30 marzo
XIV XIII XII XI X IX VIII 6 aprile
VII VI V IV III II I 13 aprile
* XXIX XXVIII XXVII XXVI 25 XXV XXIV 20 aprile
-----------------------------------------------------------------------------
F XXIII XXII XXI 24 marzo
XX XIX XVIII XVII XVI XV XIV 31 marzo
XIII XII XI X IX VIII VII 7 aprile
VI V IV III II I * 14 aprile
XXIX XXVIII XXVII XXVI 25 XXV XXIV 21 aprile
-----------------------------------------------------------------------------
G XXIII XXII XXI XX 25 marzo
XIX XVIII XVII XVI XV XIV XIII 1 aprile
XII XI X IX VIII VII VI 8 aprile
V IV III II I * XXIX 15 aprile
XXVIII XXVII XXVI 25 XXV XXIV 22 aprile
-----------------------------------------------------------------------------
A XXIII XXII XXI XX XIX 26 marzo
XVIII XVII XVI XV XIV XIII XII 2 aprile
XI X IX VIII VII VI V 9 aprile
IV III II I * XXIX XXVIII 16 aprile
XXVII XXVI 25 XXV XXIV 23 aprile
-----------------------------------------------------------------------------
B XXIII XXII XXI XX XIX XVIII 27 marzo
XVII XVI XV XIV XIII XII XI 3 aprile
X IX VIII VII VI V IV 10 aprile
III II I * XXIX XXVIII XXVII 17 aprile
XXVI 25 XXV XXIV 24 aprile
-----------------------------------------------------------------------------
C XXIII XXII XXI XX XIX XVIII XVII 28 marzo
XVI XV XIV XIII XII XI X 4 aprile
IX VIII VII VI V IV III 11 aprile
II I * XXIX XXVIII XXVII XXVI 25 18 aprile
XXV XXIV 25 aprile
----------------------------------------------------------------------------
Per trovare la lettera domenicale per ogni anno dell'era cristiana, vale la seguente tabella, il cui uso
è immediato: saputo l'anno si cerca la colonna
relativa al secolo e la riga relativa alle ultime due cifre dell'anno, facendo attenzione per gli anni secolari
(cioè quelli che finiscono con 00) se si debba usare la riga relativa al calendario giuliano o gregoriano.
CALENDARIO GIULIANO
1- 100- 200- 300- 400- 500- 600-
99 199 299 399 499 599 699
700- 800- 900- 1000- 1100- 1200- 1300-
799 899 999 1099 1199 1299 1399
1400- 1500-
1499 1582
CALENDARIO GREGORIANO
1582-
1599
1700- 1800- 1900- 1600-
1799 1899 1999 1699
2100- 2200- 2300- 2000-
2199 2299 2399 2199
Anni sec. giul. DC ED FE GF AG BA CB
Anni sec. greg. C E G BA
Anni non secolari
01 29 57 85 B C D E F G A
02 30 58 86 A B C D E F G
03 31 59 87 G A B C D E F
04 32 60 88 FE GF AG BA CB DC ED
05 33 61 89 D E F G A B C
06 34 62 90 C D E F G A B
07 35 63 91 B C D E F G A
08 36 64 92 AG BA CB DC ED FE GF
09 37 65 93 F G A B C D E
10 38 66 94 E F G A B C D
11 39 67 95 D E F G A B C
12 40 68 96 CB DC ED FE GF AG BA
13 41 69 97 A B C D E F G
14 42 70 98 G A B C D E F
15 43 71 99 F G A B C D E
16 44 72 ED FE GF AG BA CB DC
17 45 73 C D E F G A B
18 46 74 B C D E F G A
19 47 75 A B C D E F G
20 48 76 GF AG BA CB DC ED FE
21 49 77 E F G A B C D
22 50 78 D E F G A B C
23 51 79 C D E F G A B
24 52 80 BA CB DC ED FE GF AG
25 53 81 G A B C D E F
26 54 82 F G A B C D E
27 55 83 E F G A B C D
28 56 84 DC ED FE GF AG BA CB
Per quanto riguarda gli algoritmi, celebre è quello di Gauss, che è facilmente reperibile ma che presenta
enormi svantaggi, primo
dei quali quello di essere quasi incomprensibile, secondo e più grave
quello di fare uso di una tabella che non si riesce mai a reperire.
Il seguente algoritmo, anch'esso ermetico al massimo, viene da J. Meeus,
Astronomical Algorithms, Willmann-Bell, p. 67 e deriva da Butcher,
Ecclesiastical Calendar, e da Spencer Jones, General Astronomy, 1922.
Vale solo per il calendario gregoriano. Per il giuliano, si veda appresso.
Dividere per quoziente resto l'anno x 19 --- a l'anno x 100 b c b 4 d e b + 8 25 f --- b - f + 1 3 g --- 19a +b -d - g + 15 30 --- h c 4 i k 32 + 2e + 2i - h - k 7 --- l a + 11h + 22l 451 m --- h + l -7m + 114 31 n pAttenzione a non confondere la lettera l e il numero 1! Allora : n e' il numero del mese (3 = marzo, 4 = aprile) e p+1 è il giorno di Pasqua. Per il calendario gregoriano Meeus dà quest'altro algoritmo, che è sostanzialmente quello di Gauss:
Dividere per quoziente resto l'anno x 4 --- a l'anno x 7 --- b l'anno x 19 --- c 19c + 15 30 --- d 2a + 4b - d + 34 7 --- e d + e + 114 31 n pAnche qui n è il numero del mese (3 = marzo, 4 = aprile) e p+1 è il giorno di Pasqua. Per il calcolo della Pasqua ortodossa occorre seguire l'algoritmo del calendario giuliano e poi agggiungere i giorni intercalari che fanno passare dal calendario giuliano al gregoriano, ossia 10 dal 1583 al 1699, 11 dal 1700 al 1799, 12 dal 1800 al 1899 e 13 dal 1900 al 2099. così per esempio la pasqua giuliana del 2000, ottenuta con l'algoritmo precedente e' il 17 aprile, che corrisponde al 30 del vigente calendario. Vi è un algoritmo (di Gauss) anche per il calcolo della Pasqua Ebraica (Pesah), credo sia reperibile in rete.
© Giuseppe Giudice 2005